L’aglio di Resia, chiamato “strok” dai resiani, è un’orticola coltivata in Val Resia da diverse generazioni e al giorno d’oggi rappresenta un’importante prodotto tradizionale ed un fondamentale ingrediente culinario. Coltivato da ogni nucleo familiare, ha preservato nel corso degli anni tutte le sue caratteristiche organolettiche grazie all’isolamento geografico della valle, hai fattori edafici del terreno e al metodo di coltivazione.
Nel 2004 è entrato a far parte dei Presidi Slow Food e negli anni successivi è stato riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale dal Ministero delle Politiche Agricole.

Un prodotto unico nel suo genere.

L’aglio di Resia è caratterizzato da un bulbo di piccole/medie dimensioni, con un numero di spicchi che varia da 6/8, talvolta anche 9, avvolti da una tunica di colorazione rossastra. Dal punto di vista organolettico ha un aroma molto intenso, persistente ma senza il forte retrogusto acre tipico dell’aglio comune, di media pungenza e fragranza e di basso sapore erbaceo, oltre ad essere un prodotto altamente digeribile. Grazie a tutte queste sue peculiari qualità è molto apprezzato e ricercato nel comparto gastronomico.

Tutte le fasi di coltivazione sono fondamentali, in quanto permettono di ottenere un prodotto finale di qualità superiore; questo è reso possibile grazie ad un medoto di coltivazione naturale, biodinamico e solo in parte meccanizzato.

Il ciclo vegetale dell’aglio è di tipo agamico, ovvero la nuova pianta crescerà a partire da uno degli spicchi del bulbo; ha una durata di 7-8 mesi, con l’inizio a novembre, dove in luna calante viene messo a dimora nell’impianto di semina prima che la terra geli. Questa operazione al giorno d’oggi viene eseguita a mano, come da tradizione, il tutto per favorire una maggiore qualità e resa in campo del prodotto.
La fase successiva avviene in primavera, dopo lo scioglimento della neve, che consiste in ripetute operazioni, sempre manuali, di asportazione delle erbe infestanti situate in prossimità delle piantine. In questo modo la pianta dell’aglio inizia il suo principale sviluppo epigeo che viene attentamente controllato per diverse settimane.
Con l’arrivo del mese di giugno l’aglio inizia a sviluppare lo scapo floreale, ovvero l’infiorescenza, che viene raccolta (sempre malualmente) a metà maturazione; in questo modo asportando la parte aerea, tutte le sostanze nutritive assimilate dalle radici vengono utilizzate per lo sviluppo del bulbo presente nel terreno. Le infiorescenze infine vengono lavorate e trasformate per ottenende due prodotti eccellenti: la crema di scapi e gli scapi d’aglio.
La penultima fase della coltivazione consiste nella raccolta dell’aglio di Resia, che avviene dalla fine di giugno a metà luglio, a seconda delle condizioni climatiche. Le operazioni in questo caso avvengono sia manualmente che meccanicamente, in base al tipo di impianto utilizzato per la coltivazione; le piante giunte a fine ciclo, vengono distese sul letto di semina per qualche ora per permettere al sole di effettuare una prima asciugatura e successivamente raccolte.
L’ultima oprerazione prima della vendita è rappresentata dall’essicazione, che avviene all’aperto, a riparo dalla luce diretta del sole e in un luogo arieggiato.

Dopo essere stato raccolto in campo, viene eseguita manualmente la pulizia del bulbo e a seconda delle richieste del cliente, viene commercializzato fresco oppure subisce un’essiccazione per alcune settimane.

L’aglio di Resia viene confezionato in trecce di varie misure e peso, in mazzetti da 250g, 500g e 1 kg oppure sgranato.

Essendo un prodotto molto ricercato nel comparto gastronomico, la domanda è di gran lunga superiore alla produzione, sia a livello aziendale che complessivo in Val Resia.

Dalla semina alla raccolta.